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1957
Le scontate polemiche che sono seguite agli incidenti del 1956, hanno indotto gli organizzatori ad accogliere non più di 350 iscritti per la ventiquattresima Mille Miglia del 1957, in calendario per 11 e 12 maggio.
C 'è comunque in tutti la consapevolezza della precarietà di una esigenza legata soltanto alla buona sorte, quanto potrà durare ancora la Mille Miglia.
Il programma agonistico del 1957 vede di nuovo il duello Ferrari Maserati, sia in formula 1 sia nel campionato Mondiale Marche, del quale da alcuni anni la Mille Miglia è una delle prove più prestigiosa.
È scomparsa ormai la tradizionale figura del gentleman potenziale vincitore assoluto (vedi i Marzotto), le case per vincere dovranno fare affidamento sulle squadre che schierano abitualmente nei Gran Prix.
La punta di diamante Maserati è la 450 S una formidabile 8 cilindri di 4477 cc con 400 CV e con una velocità massima superiore ai 300 kmh.
Le otto cilindri vengono assegnate alla coppia Moss - Jenkinson (i Favoriti) e al francese Jean Behra, purtroppo Behra sarà vittima di un drammatico incidente nei giorni precedenti la corsa.
Pilota e auto sono momentaneamente fuori uso, e la Maserati deve così rinunciare a una pedina molto importante.
Di supporto vengono schierate le affidabili 300 S e una del tutto sperimentale , è l'inedita 350 S con motore 12 cilindri di 3490 cc, inoltre la casa del tridente è rappresentata anche da un buon numero di Tipo 200 SI 4 cilindri e qualche vecchia 6 cilindri di 2000 cc.
La Ferrari consapevole del potenziale della concorrenza, gioca d'azzardo affidandosi a macchine nuove, sono la Tipo 315 S già vista a Sebring e l'esordiente 335 S, affini nella concezione e nell'aspetto.
Il motore è ancora il V 12, ora con doppio asse a camme per bancata e insoliti carburatori Solex quadricorpo ereditato dall'esperienza Lancia.
Il primo tipo ha una cilindrata di 3783 cc con 360 CV, il secondo è un 4023 con 390 CV.
Sono presenti due 315 S per Taruffi e von Trips e due 335 S per Collins - Klemantaski e Alfonso De Portago, in più la Ferrari iscrive direttamente un'altra volta una Berlinetta 250 Gran Trismo per Olivier Gendebien, in tutto saranno iscritte 20 Ferrari.
La Mercedes propone le solite 300 SL ben preparate ma ormai non fanno più paura, è prevedibile che la Ferrari trovi molti ostacoli fra le due litri, ma dopo il ritiro della velocissima Maserati di Bordoni le Ferrari 250 TRC finiranno in parata.
Come contorno allo schieramento dei grossi calibri, questa volta vi è ben poco, da segnalare la Jaguar D Type 3800 cc di Flockhart, il resto è coreografia come la Caballo De Hierro auto con motore Chrysler V 8 di 6420 e le solite marche nelle categorie minori.
La gara prende il via dal 11 al 12 maggio, i concorrenti saranno 307 e ne arriveranno a Brescia soltanto in 162, il tempo sarà buono fino a Firenze poi piovaschi alternato al sereno.
È subito colpo di scena la Maserati di Moss una favorita per la vittoria finale è fuori gara per un guasto al pedale del freno, le Ferrari prendono il comando della corsa.
Va subito in testa Peter Collins e a Roma guida la corsa a 173 di media, Taruffi è alle sue spalle a 5 minuti, terzo Von Trips a 9 e più indietro De Portago.
La corsa prosegue così fino a Bologna dove Taruffi raggiunge Collins in difficoltà per problemi al differenziale che lo costringerà a Parma al ritiro.
Taruffi passa in testa, ma nella parte finale accusa problemi al differenziale e deve rallentare l'andatura, comincia il tormento e l'incubo dell'ennesimo ritiro anche perché è incalzato dal compagno di scuderia Von Trips.
Cavallerescamente o per ordini dal patron (si disse) Von Trips non insiste nella sua rincorsa e lascia la vittoria al suo compagno, accontentandosi di tagliare il traguardo secondo, terzo è Gendebien con la formidabile Berlinetta 250 GT a poco più di 8 minuti.
Il Belga Gendebien grazie anche alla sua macchina coperta, vince il "Premio Nuvolari" a 199,412 kmh.quarto è Scarlatti con la Maserati a più di mezzora, quinto Maglioli con la Porche RS 1500 cc, poi a concludere la classifica fino al decimo posto cinque Ferrari private.
Dunque vince Piero Taruffi, ora che l'incubo si è dissolto potrà abbandonare le corse tenendo fede alla promessa fatta alla moglie, ma il clima di euforia e di festa del trionfo di Taruffi e delle Ferrari si interrompe all'improvviso alla notizia drammatica dell'incidente a Guidizzolo.
A poco più di trenta km dall'arrivo, la Ferrari di De Portago - Nelson a causa dello scoppio di un pneumatico anteriore è uscita di strada, e prima di finire in un fossato a causato la morte di 10 spettatori oltre ai due piloti.
Questa ennesima disgrazia mette fine alle corse su strada e alla Mille Miglia, anche se vi saranno altre tre edizioni della Mille Miglia con prove di velocità, intervallati a noiosi trasferimenti (sulla falsariga del Tour de France).
Ma bastano tre edizioni per far comprendere l'inattendibilità di una Mille Miglia così concepita, quella autentica a vissuto ben altra grandezza.
Per la cronaca le tre edizioni svoltesi nel 1958 nel 1959 e nel 1961 sono state vinte dalla Ferrari 250 GT erede dell'indimenticabile e straordinaria Berlinetta di Gendebien.
Classifica Generale
1° Taruffi su Ferrari 315 S tempo 10h27'47
2° Von Trips su Ferrari 315 S tempo 10h30'48
3° Gendebien - Kasher su Ferrari 250 GT tempo 10h35'53
4° Scarlatti su Maserati 300 S tempo 11h00'58
5° Maglioli su Porche 550 A tempo 11h14'07
6° Luglio - Carli su Ferrari 250 GT tempo 11h26'58
7° Ippocrate su Ferrari 250 GT tempo 11h30'55
8° Munaron su Ferrari 250 TRC tempo 11h32'04
9° Buticchi su Ferrari 250 GT tempo 11h44'27
10° Koechert su Ferrari 250 TRC tempo11h'49'02
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