1952

La terza edizione della Carrera Panamericana venne disputata sullo stesso percorso dell'anno precedente ovviamente da sud verso nord, con partenza da Tuxtla Gutierrez. Il percorso totale suddiviso in otto tappe era ancora di 3113 km, per la prima volta il regolamento prevedeva anche la categoria sport, vetture biposto da competizione. Per le vetture sport era permessa la sovralimentazione, l'elaborazione del motore, ed era obbligatorio munirle di impianto elettrico con fanali e clacson. Per le vetture standar valeva a dire le turismo prodotte in grane serie, era necessario che di un determinato modello ne fossero state costruite almeno 5000 unità. Il regolamento permetteva di modificare le sospensioni, potevano essere usati cerchioni e gomme speciali e venne concesso pure l'eliminazione degli scarichi originali, e consigliato di montare un rollbar. Per essere inserite nelle standar le vetture dovevano avere la dimensioni minime interne di 135 cm (larghezza) per 210 cm (lunghezza) e alla gara erano ammessi solo modelli costruiti tra il 1949 e il 1952, in pratica venivano esclusi parecchi modelli europei a favore di quelli americani. I concorrenti erano liberi di usare aditivi per l'olio mentre si doveva usare benzina commerciale, la Gasavion da 80 ottani. Una novità regolamentare era il fatto che un pilota ritirato con la propria auto potesse passare al volante di un'altra vettura, previa autorizzazione del direttore di corsa. Il casco era obbligatorio per tutti mentre le cinture di sicurezza solo per le vetture chiuse. Venne abolita la giornata la giornata di riposo, i numeri di gara sulle vetture sport dovevano essere neri su disco bianco mentre per le standar neri su quadrato rosso. L'iscrizione di una vettura costava 5000 pesos, pari a 575 dollari, i premi in denaro erano ghiotti, al vincitore della categoria sport andavano 150.000 pesos, mentre per la categoria standar andavano 100.000 pesos e si premiava fino al terzo in ogni categoria. Gli organizzatori speravano di avere almeno 300 iscritti ma vennero iscritte solo 92 vetture 65 macchine standar e 27 sport oltre a 2 vetture pubblicitarie. La Carrera scoraggiò tanti dilettanti, il lotto dei partecipanti comunque era di ottimo livello e comprendeva una schiera di campioni di fama mondiale. Nella categoria sport vi erano varie marche a contendersi la vittoria, oltre alla Ferrari rappresentata soprattutto dalla scuderia della Guastalla, vi erano Mercedes Benz, Gordini e Lancia, mentre nelle turismo standard faceva spicco la squadra ufficiale della Lincoln. La scuderia della Guastalla di Milano aveva fatto allestire 4 Ferrari del tipo 340 Mexico con motori V 12 da 4,1 litri. Queste vetture carrozzate da Vignale su disegno di Michelotti erano tre coupè destinate al campione del mondo Alberto Ascari, a Villoresi e a Luigi Chinetti. La quarta Ferrari lo spider 340 Mexico non partecipo' alla gara per il forfait di Nino Farina e non venne nemmeno imbarcata per il Messico.












Le 340 Mexico erano le auto più potenti di tutto il lotto dei partecipanti, i loro motori di 4101 cc erogavano nella versione con nuove testate 280 CV a 6600 giri. I piloti della scuderia della Guastalla vale a dire Ascari, Villoresi e Chinetti erano proprietari al 50% delle berlinette che avrebbero poi guidato in Messico, mentre l'altro 50% era di proprietà di Franco Cornacchia. Comunque grazie a labile Chinetti , le 340 Mexico erano già state vendute al petroliere texano Allen Guiberson, che si era inoltre assicurato una percentuale sui premi. Il fatto di dover acquistare il 50% della vettura aveva indotto Piero Taruffi a non correre con una Ferrari 340 Mexico a lui assegnata (poi assegnata a Chinetti) trovò un concessionario della General Motors in Messico che gli mise a disposizione una Oldsmobile 88. Le Ferrari della scuderia della Guastalla portarono di nuovo scritte pubblicitarie, una era quella della casa di lubrificanti Sinclar che aveva pagato il trasporto delle vetture dall'Italia al Messico, il secondo sponsor era la marca messicana di oli e detersivi " 1-2-3. Oltre alle 340 Mexico vi era anche una quarta Ferrari giunta d'Italia , quella di Giovanni Bracco che correva per conto proprio col meccanico Gino Bronzoni, portava anchessa i colori della Sincler e della "1-2-3. Si trattava di una 250 S coupè Vignale con motore V 12 di 3 litri con cambio a 4 marce con 230 CV a 7500 giri. La casa di Maranello venne rappresentata anche da un buon schieramento di vetture private, le 212 Vignale che nel 1951 si erano imposte con gli equipaggi Taruffi - Chinetti e Ascari Villoresi, vennero iscritte alla terza Carrera dai messicani Pablo Aguilar e Paco Ibarra, un'altra 212 Vignale partecipo' con un altro messicano Efraim Ruiz Echevarria, la quarta 212 venne guidata da un giovane californiano allora sconosciuto un certo Phil Hill appartenente alla scuderia del texsano Allen Guiberson, in fine una berlinetta 340 America carrozzata Ghia con alla guida i fratelli statunitensi Jack e Ernie McAfee. Il 19 novembre alle 7 del mattino partì la prima vettura, una Cadillac iscritta nelle sport, la prima tappa portava i piloti da Tuxtla Gutierrez a Oaxaca di 530 km. Si trattò di una tappa piena di colpi di scena , tra le 92 macchine partite ci furono 17 ritiri tra cui alcuni grossi nomi, il campione del mondo Ascari che dopo 150 km uscì di strada danneggiando irreparabilmente la sua 340 Mexico, Robert Manzon con la Gordini per cedimento del motore dopo appena 40 km, Felice Bonetto uscì di strada, mentre Giulio Cabianca, al volante dell'altra Lancia Aurelia B 20 Turbocompressa ruppe il motore. La tappa fu vinta a grande sorpresa ma meritatamente da Jean Behra con la Gordini 175 di 2300 cc con un vantaggio di 6 minuti su Bracco con la Ferrari 250 S, abbassando anche il record di tappa dell'anno prima di ben mezzora. Nella categoria standar la vittoria andò a Walt Faulkner con una Lincoln ufficiale, il distacco della migliore standar dalla Gordini di Behra fu di 28 minuti. La seconda tappa che da Oaxaca portava i concorrenti a Puebla su una distanza di 412 km fu vinta da Gigi Villoresi davanti alle Mercedes Benz di Fitch e Kling, Bracco giunse quarto e divenne nuovo leader della classifica generale grazie anche all'incidente di Behra, che partito con una gran foga ebbe un incidente a 50 km dal traguardo di Puebla uscì di strada cadendo giù da un ponte, Behra si salvò miracolosamente grazie anche alle due ruote di scorta che gli fecero da rollbar.












Alla terza tappa si verificò l'unico incidente mortale di questa Carrera, morì Santos Letona che correva con una Jaguar XK 120. La tappa fu vinta nuovamente da Gigi Villoresi mentre nelle vetture standar fu Piero Taruffi su Osmobile 88 ad imporsi su Faulkner. Nella categoria sport la situazione a Città del Messico dopo 1072 km di corsa vedeva 1° Bracco su Ferrari 250 S, 2° Kling su Mercedes Benz 300 SL, nella categoria standar Walt Faulkner su Lincoln divenne nuovo leader davanti ai compagni di marca Stevenson, Mantz e Korf. La quarta tappa di 430 km che da Città del Messico portava a Leòn vinse nuovamente Villoresi, Bracco sempre al comando della classifica generale arrivò secondo, terzo fu Chinetti davanti alle tre Mercedes Benz. Dopo la solita pausa di mezzora a Leòn seguì la tappa più lunga, la quinta da Leòn a Durango di 537 km, Villoresi si dovette arrendere per un guasto meccanico così la Carrera perse uno dei suoi protagonisti, vinse Kling su Mercedes Benz, secondo Bracco. Nelle Standar vinse Mantz su Lincoln stappando così anche il comando della classifica. La sesta tappa vide la vittoria di Kling su Mercedes Benz sul compagno di marca Lang , terzo giunse Chinetti su Ferrari 340 Mexico, quarto Bracco Ferrari 250 S. Bracco era ancora il leader della classifica generale con 3 minuti e 45 secondi su Kling , la vettura però accusava cali di potenza e Bracco si rese conto che non sarebbe arrivato in fondo. Mentre nelle standar ci fu il dominio delle Lincoln, i primi 5 posti furono i suoi, primo fu Carter, secondo Stevenson. Alla settima tappa Bracco si dovette arrendere dopo 30 km di corsa per guasto meccanico tra l'altro previsto, dopo essere stato al comando per 5 tappe, e così lasciò via libera a Kling che vinse la tappa e assunse il comando della classifica generale, secondo arrivo Chinetti, terzo Maglioli con la Lancia. L'ottava e ultima tappa la Chihuahua - Ciudad Juàrez di 370 km, Kling percorse questa velocissima tappa in 1h44'02 alla fantastica media di 218,495, anche la media della standar sbalordì Johnny Mantz su Lincoln impiegò 1h59'34 alla media di 185,670. Dopo le 4 vittorie di pappa Kling ovviamente si aggiudicò anche la vittoria assoluta della terza Carrera Panamericana, la Mercedes Benz 300 SL del vincitore aveva coperto i 3113 km in 18h51'19 alla nuova media record di 165,153 kmh. Nella categoria standar la battaglia fu incerta fino alla fine, Stevenson su Lincoln vincendo solo una tappa la settima si aggiudicò la vittoria di categoria in 21h15'38 alla media di 146,420 kmh. La Ferrari si consolò con il terzo posto di Chinetti, al traguardo giunsero 10 sport e 29 standar su 92 partite, tutti i record di tappa furono battuti, Kling abbassò del 17% il record assoluto che Taruffi aveva stabilito l'anno prima con la Ferrari. E così calò il sipario della terza Carrera Panamericana.












Classifica Generale Sport

1° Kling su Mercedes Benz 300 SL n. gara 4 tempo 18h51'19

2° Lang su Mercedes Benz 300 SL n. gara 3 tempo 19h26'30

3° Chinetti su Ferrari 340 Mexico Vignale n. gara 20 tempo 19h32'45

4° Maglioli su Lancia Aurelia B 20 n. gara 26 tempo 20h11'20

5° McAfee su Ferrari 340 Mexico Ghia n. gara 17 tempo 20h12'15

6° P Hill su Ferrari 212 Expoer Vignale n. gara 9 tempo 20h33'46

7° Ibarra su Ferrari 212 Inter Vignale n. gara 13 tempo 23h14'48

8° Metternich su Porsche 356 Super n. gara 11 tempo 23h18'15

9° Ortiz su Lancia Aurelia B 20 n. gara 27 tempo 23h 52'47

10° Ehlinger su Jaguar Xk 120 n. gara 18 tempo 24h37'37


Classifica Generale standar

1° Stevenson su Lincoln Capri n. gara 129 tempo 21h15'38

2° Mantz su Lincoln Capri n. gara 122 tempo 21h16'09

3° Faulkner su Lincoln Capri n. gara 130 tempo 21h20'27














  By PAOLO BARONCINI