Una pantera rampante

Negli anni 60 la Squadra Mobile di Roma, unica fra i corpi di polizia al mondo ad avere in dotazione una vettura di Maranello, utilizzo' una GT 2+2

Qui doppia Vela chiama Siena-Monza 44... Ecco captato uno dei tanti messaggi che negli anni 60 il centro Radio della Squadra Mobile della Polizia di Roma (in codice doppia Vela) lancia a una delle sue "pantere", una vettura molto particolare, anzi decisamente unica ("Siena- Monza "indica le iniziali di Squadra Mobile, mentre le cifre corrispondono agli ultimi numeri di targa"). Roma è infestata in quegli ultimi anni da una criminalità sempre più agguerrita e quel che è peggio, munita di mezzi considerevolmente più veloci e scattanti di quelli in dotazione alla Polizia. Per sbaragliare gli sfrontati si decide di adottare una vettura rapida e sicura, in grado di offrire prestazioni rispetto a quelle più pesanti e poco maneggevoli Alfa 1900. Ai piloti della Pubblica Sicurezza occorre un "purosangue" ed è naturale che il pensiero corra alle vetture del Cavallino Rampante. Siena-Monza 44 è il risultato di questa decisione: una 250 GT 2+2, uno dei due esemplari consegnati dalla Ferrari alla Squadra Mobile di Roma. In origine, infatti, la casa Modenese consegnò due potenti gran turismo alle forze dell'ordine; due vetture di serie, corredate però come tutte le auto della Polizia: la sirena, il lampeggiante sul tetto, la radio ricetrasmittente, la dicitura "Squadra Mobile" sulle fiancate ovviamente il colore rigorosamente nero. Una delle due Ferrari 250 finisce però distrutta, pochi giorni dopo la consegna, in un gravissimo incidente stradale.


La circostanza induce ad organizzare un corso di perfezionamento di guida veloce per alcuni agenti. Un gruppetto di persone selezionate fra cui il maresciallo Spatafora (destinato in seguito alla celebrità per una sua leggendaria discesa della scalinata di Trinità dei Monti, durante un spericolato inseguimento per le vie di Roma) viene inviato a Maranello per essere affidato ai collaudatori della Ferrari sotto la guida esperta di Roberto Lippi del reparto esperienze. Gli allievi piloti rimangono in terra Emiliana una decina di giorni, il tempo necessario per effettuare le prove più disparate e ottenere il controllo della vettura in ogni situazione. Test su circuito e su strada; simulazioni cosi' spericolate da scatenare, un giorno, addirittura un inseguimento da parte delle vetture ufficiali della Polizia di pattuglia sull'Autostrada del Sole. La Ferrari nera, targata "polizia 29444", entra quindi brillantemente in azione. Condotta sopratutto dal mitico maresciallo Armando Spatafora, di cui si ricordano ancora oggi la grinta e l'irruenza che lo portavano spesso ad innocue uscite di strada, durante i suoi sei anni di servizio ottiene grossi risultati, conquistando una certa fama nell'ambiente. Poi, come spesso accade, la Ferrari 250 viene giudicata superata, il parco macchine della Squadra Mobile di Roma viene rinnovato con vetture più moderne, probabilmente più maneggevoli e sicuramente meno costose e la gloriosa Ferrari viene messa a riposo. Le sue vicende si fanno oscure; dopo un lungo periodo d'oblio , come le cose ormai considerate inutili, la Ferrari viene venduta all'asta e le sue tracce sembrano svanire nel nulla. L'anno scorso però, un gruppetto di cultori dell'automobile, agenti ed ufficiali di Polizia guidati dal dottor Luciano Caporali , ha dato vita a Firenze alla Scuderia di Pantere Storiche, prefiggendosi l'obiettivo di rintracciare e restaurare le vetture che dal 1954 al 1970 hanno contraddistinto la storia della Polizia. Grazie alla loro perseveranza tante automobili "storiche", dalla Lancia Augusta alla "Alfona 1900", alle più recenti Alfa Romeo 2600 e Giulietta tl, sono state rimesse in efficienza. Fra tutte queste veterane ha naturalmente un posto d'onore la Ferrari 250 nera, ritrovata dopo una lunga ricerca e parzialmente rimessa in azione. Così, insieme alle compagne "in divisa", la Ferrari 250 della Squadra Mobile ha potuto rinnovare le sue passate fortune, rendendo nuovamente accessibile un pezzetto di storia

DANIELA ZACCONI